PUP uber alles

Da "Abitarea"

Pup uber alles, quando i fatti scompaiono
L’ordinanza commissariale 357, in palese contrasto con la legge Tognoli, ha cambiato la natura dei Pup. PD e PDL in X Municipio e in Campidoglio continuano a far finta di niente

di Aldo Pirone - 16/01/2012

Una delle caratteristiche della politica odierna è il discutere, accapigliandosi, indipendentemente dal merito delle questioni di cui si dibatte. I partiti non godono buona salute e quanto a fiducia, purtroppo, sono all’ultimo posto nella considerazione degli italiani. Fra tanta crisi dei partiti solo “il partito preso” va per la maggiore e in suo nome si è disposti a difendere tutto e il contrario di tutto. Succede nei luoghi più alti della rappresentanza politica e istituzionale come la Camera dei deputati dove si può votare senza vergogna e senza pudore che Ruby è la nipote di Mubarak o, come l’altro giorno, che l’on. Cosentino è un perseguitato politico.

Questo modo di fare politica, che va ben oltre la disciplina di partito e il legittimo senso di lealtà verso la propria parte politica, ormai si è diffuso a macchia d’olio. Un sottoprodotto di questo comportamento antilluministico e più proprio della gerarchizzazione feudale è la fedeltà alla corrente, alla cordata ai suoi interessi e convenienze anche economiche.

E allora quando si è posti di fronte a fatti oggettivi che demoliscono le tesi fino ad allora sostenute e si continua a sostenerle come se quei fatti non fossero accaduti, si raggiungono inusuali vertici di comicità e di evidente malafede. Malgrado gli inviti degli interlocutori ad esaminarli, i fatti vengono accuratamente rimossi e occultati, non presi in considerazione, semplicemente scompaiono.

Prendiamo il caso dei Pup che fin qui abbiamo esaminato sotto innumerevoli aspetti. Ebbene su queste opere le opinioni possono legittimamente essere, e sono state, diverse e anche contrapposte. Più che fra i cittadini interessati, che vivendone direttamente l’esperienza il più delle volte li hanno argomentatamente contestati, la diversità di opinione si è manifestata fra i cittadini e la maggioranza degli amministratori e dei rappresentanti politici di centrodestra e di centrosinistra.

Così è successo in X Municipio, dove è in corso da due-tre anni una lotta dei residenti per impedire la realizzazione del Pup di viale Giulio Agricola, di via Tito Labieno e di via M. F. Nobiliore, di cui si è dato conto più volte nelle cronache di questo giornale.

Una maggioranza solidamente bipartisan PD-PDL, con la sola opposizione della sinistra arcobaleno (Fed. della sinistra-Action) e poi dell’IDV, ha continuato a sostenere la bontà dei Pup pertinenziali previsti dalla Legge Tognoli. E questo malgrado le numerose controindicazioni emerse oggettivamente da alcune esperienze fatte e dalle segnalazioni e richieste dei cittadini e dei comitati raccolti nella Comunità territoriale e anche di quelli che ad essa non fanno riferimento. Esperienze e segnalazioni che hanno messo in evidenza come il modello Pup sia ormai superato e per niente adatto non diciamo a risolvere ma neanche ad alleggerire significativamente il problema della sosta su strada nei quartieri densamente edificati.

Tuttavia, anche se in modo molto difensivo, tetragono e ripetitivo i politici pro Pup municipali e capitolini hanno continuato a sostenere le loro tesi. Erano a volte palesemente in contrasto con i fatti, ma ricadevano legittimamente nel mare magum delle opinioni. La discussione, per precisione, è sempre avvenuta sui Pup pertinenziali nel raggio di 500 metri, corrispondenti allo spirito della legge Tognoli. Il 6 dicembre del 2010 però è successo che con l’o.c. (ordinanza commissariale) 357 il commissario-sindaco Alemanno abbia demolito quella legge consentendo a chiunque residente nel comune di Roma di acquisire i box se dopo soli 9 mesi dal rilascio della licenza di costruire i concessionari non li avevano venduti ai residenti nell’ambito di un raggio di 1 km (il raggio era stato già esteso nel luglio precedente) dal Pup in costruzione.

Di fronte a questa decisione è successo che persino il comitato cittadino ProPup - anche fra i cittadini esistono i favorevoli e non solo i contrari ai Pup - abbia stigmatizzato il provvedimento come contrario, appunto, allo spirito della Legge Tognoli dell’’89 volta a fornire posti auto pertinenziali vicino all’abitazione. Anche la Cassazione con una recente sentenza ha ribadito questo postulato. Ebbene la cosa curiosa è che questo fatto, che cambia definitivamente la natura dei Pup in costruzione o da costruire azzerando in pratica l’ancorché traballante loro ragione, per così dire, sociale, non ha minimamente influito sulla immarcescibile convinzione puppistica del PD-PDL municipale. Non è stato nemmeno preso in considerazione. Si è fatto finta che non fosse accaduto. Si è continuato a parlare dei Pup come se fossero ancora quelli ante ordinanza 357. Con effetti autistici notevolmente esilaranti.

L’unico segno di vita, sebbene abbondantemente tardivo, che negli ultimi giorni è stato dato dal X municipio a proposito di Pup è stata una lettera del Presidente Medici, annunciata in una vivace assemblea con i residenti di viale Agricola, che invita il Sindaco Alemanno, per considerazioni di ordine pubblico, a non procedere nel cantiere del Pup di Giulio Agricola e a non espiantare gli alberi ancora superstiti. Il Presidente Medici dice pure che “non è più possibile una mediazione” fra residenti e amministrazione e che forse, bontà sua, si è sottovalutata la situazione.

Mentre invece non si è sottovalutato un bel nulla e una mediazione non la si è mai veramente cercata. Si è solo scelto scientemente di procedere a corpo morto anche minacciando in modo bipartisan, PD e PDL, l’amministrazione centrale a non tornare indietro sui Pup già decisi. L’unica volta che il minisindaco ha accennato, l’11 novembre del 2010 in un’assemblea convocata dalla Comunità Territoriale presente l’odierno assessore Aurigemma, ad una moratoria sui Pup municipali ("porterò in Consiglio la proposta di sospensione totale dei Pup nel X Municipio, anche a costo di non fare nulla") è stato costretto subito a rimangiarsela dalla maggioranza trasversale PD-PDL che presidia il fortino puppistico.

Da parte sua il maxisindaco Alemanno - che è stato per ben due volte a vedere in loco lo stupro del viale, nel giugno del 2010 e nell’agosto scorso, e che aveva anche promesso di trovare una soluzione - ha abbandonato il campo. Da allora, dicono i residenti, non si è più visto né sentito. Ha lasciato, l’altro giorno, al nuovo delegato capitolino per i Pup Vannini il compito di dichiarare lunaticamente “che finora sono state rispettate tutte le procedure previste dalla normativa vigente”. Come se il problema fosse di natura burocratica. A ciò l’ineffabile Vannini aggiunge, a scanso di equivoci, un’assoluta dichiarazione di fede nelle future magnifiche sorti e progressive dei Pup che la dice lunga sulle intenzioni dell’attuale amministrazione capitolina.

Le elezioni si avvicinano e il rapporto con i costruttori è a tutti molto caro. Per i cittadini, poi, è carissimo.

 

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