I più letti
Centralità di Romanina, il grande regalo di Alemanno
L’assessore Corsini ha presentato il progetto di densificazione della centralità di proprietà del costruttore Scarpellini. Due milioni di mc. alle pendici dei Castelli romani
di Aldo Pirone - 19/12/2011
E' Natale e quindi è tempo di regali. Ma quest’anno, visto il disastro finanziario incombente, sarà un anno di severa austerità e sacrifici per gli italiani. Innanzitutto e soprattutto per pensionati, lavoratori e ceto medio. I ricchi daranno ben poco oro alla Patria, come di consueto, e sicuramente non ridurranno i loro consumi sui prodotti di prima necessità e certamente non risparmieranno sui regali. Anzi continueranno a farsene e a riceverne di copiosi e ragguardevoli.
Tra i tanti il costruttore Sergio Scarpellini che martedì 13 dicembre, a casa sua, alle Officine ex Marconi
in quel di Romanina, ha ricevuto dalla giunta Alemanno, per voce dell’assessore Corsini, una regalia natalizia non bella ma certo ragguardevole. L’Assessore comunale all’urbanistica, un tecnico prestato alla politica come lui ama definirsi, alla presenza del presidente del X Municipio Sandro Medici e dell’assessore all’urbanistica, nonché vicepresidente municipale, Massimo Perifano, ha presentato il nuovo progetto per la centralità urbana metropolitana di Romanina; 94 ettari di vecchia e ancora libera campagna romana. In una cornice soffusa ed ovattata preparata dal padrone di casa, - il sor Sergio è persona di grande simpatia e disponibilità – l’assessore Corsini, accompagnato da alcuni tecnici dell’assessorato e dal figlio dell’archistar Manuel Salgado vincitore del bando per il progetto architettonico, ha dato l’annuncio fatidico: “le criticità presentate dalla centralità sono state superate”.
Ovvero le cubature vengono aumentate dal 1.130.000 previste dal PRG al 1.920.000. Inoltre la vecchia ripartizione fra superficie ad uso pubblico e privato va in pensione anticipata. Dal 50% pubblico, 20% flessibile e 30% ad uso privato prescritte dall’attuale Piano si invertono le proporzioni e giulivamente si passa ad un 30% pubblico e 70% privato. Insomma il simpatico Scarpellini potrà edificare abitazioni con palazzi di otto piani davanti a Frascati su 400.000 mq. per una cubatura di circa 1.200.000 mc..
Sulle funzioni da allocare nella parte pubblica l’assessore ha citato Fonopoli di Renato Zero, la città della musica - che da qualche decennio i sindaci, da Rutelli in poi, spostano da una parte all’altra della città senza che trovi pace - e poi non meglio precisate attività didattiche, commerciali e artigianali.
Quanto all’altra condizione posta dal PRG per il decollo delle centralità, cioè l’infrastrutturazione trasportistica, c’è la metro leggera da Anagnina a Romanina e Tor Vergata. Un tram veloce dal costo di 450 milioni di euro invece del progettato prolungamento della metro A.
Il vantaggio pubblico prodotto da simile alluvione cementizia consisterà, sostiene Corsini, in 400 milioni di euro fra oneri concessori e contributo straordinario che, si badi bene, non basteranno nemmeno a coprire i costi del metro leggero mentre saranno assai pesanti i costi pubblici dell’intervento urbanistico e devastanti quelli ambientali.
Il “modello Romanina”, densificazione delle cubature in cambio di qualche centinaia di milioni di euro di oneri concessori, sarà replicato anche nelle altre 8 centralità a pianificazione da definire contemplate dal PRG.
Malgrado che la convocazione dell’assemblea sia stata semiclandestina - neanche tutti i consiglieri municipali ne erano a conoscenza - i cittadini presenti hanno fatto sentire energicamente e rumorosamente con contestazioni e controdeduzioni diffuse e puntuali la contrarietà a simile regalo.
Il tentativo del Presidente Medici di proporre come mediazione uno scambio fra l’aumento delle cubature a Romanina con l’azzeramento di quelle previste (600.000 mc.) nella vicina centralità di Torrespaccata (proprietà Toti-Fintecna) in VIII Municipio è apparso un tentativo un po’ maldestro e sorprendentemente poco “alternativo”; certamente non consono al consumo di suolo zero, alla difesa dei beni comuni, dell’agro romano, dell’ambiente, del paesaggio ecc. ecc., ovvero ai princìpi che informano la sinistra radicale e alternativa a cui Medici appartiene da sempre.
Un tentativo, ci sia permesso di osservare, anche molto ingenuo perché è difficile pensare che Alemanno, ma anche altri di altra collocazione politica, accedano all’idea di “punire” il costruttore Toti e premiare Scarpellini. Mentre è del tutto naturale che se si benefica Scarpellini poi si dovrà fare altrettanto con Toti. E questo grazie al drammatico stato, più volte lamentato da Medici stesso, in cui versa la rappresentanza politica e istituzionale romana condizionata e dominata dai poteri forti della rendita speculativa e finanziaria che giganteggiano da sempre nella nostra città.
Il fatto è che senza bisogno di andare a Torrespaccata se si alza lo sguardo da Romanina, ad appena duecento metri di distanza, ci si imbatte nella grande centralità pubblica di Tor Vergata (560 ettari) la vera centralità del territorio con funzioni ragguardevoli già ben avviate: Università, Campus studentesco, Policlinico, Agenzia Spaziale, CNR e a margine il centro ricerche della Banca d’Italia. Una centralità che a breve sarà servita dalla metro C e che è già servita dalla Ferrovia regionale FR6. Ma lì i terreni sono pubblici e non privati e quindi regali fondiari non se ne possono fare.
Lo sapeva il duo Veltroni-Morassut che ha creato la centralità e lo sa la coppia Alemanno-Corsini che la vuole densificare schiacciando sotto una colata di cemento i quartieri circostanti e comprimendoli ancor più nella loro condizione di periferia carente di servizi e infrastrutture.
Se poi i nostri amministratori invece di mettere la testa sotto la sabbia la girassero da Romanina al di là di via Tuscolana si imbatterebbero in quel di Campo romano: altri 50 ettari di agro destinati a sparire sotto 600.000 mc. di case. In questo quadrante municipale, secondo l’assessorato comunale, arriveranno, tra riffe e raffe, altri 35.000 abitanti.
Credere che con questa iradiddio cubatoria si possa emancipare e riqualificare la nostra periferia è come credere a Babbo Natale che, come ci ha dimostrato Corsini, se esiste esiste solo per i costruttori.
Per indorare la pillola cementizia l’assessorato comunale, in ciò energicamente sostenuto dal Municipio, ha promesso su Romanina l’apertura ai cittadini di un cosiddetto processo di discussione partecipativa che allo stato attuale, viste le scelte quantitative e qualitative già compiute, sembra più un maldestro tentativo di infiocchettera il regalone alla rendita speculativa contornandolo di consenso sociale.
Si offre generosamente ai cittadini la possibilità di indicare gli alberi, anzi i tondini, a cui impiccarsi.

Visitatori






![]() | Oggi | 26 |
![]() | Ieri | 80 |
![]() | Questa Settimana | 499 |
![]() | Settimana Scorsa | 573 |
![]() | Questo Mese | 1518 |
![]() | Mese Scorso | 2420 |
![]() | Totale | 45001 |









